Mi pare davvero deludente che Vittorio Zucconi – il grande giornalista che conosciamo – abbia scritto l'articolo L'ultima partita di Hillary costretta a scusarsi con il mondo: legando in una maniera assai discutibile i tentativi di Hillary Clinton di ricucire rapporti diplomatici messi in questione dalle rivelazioni di WikiLeaks all'ormai preistorica “scappatella” (dovrò usare molte virgolette in questo post!) del marito presidente.
La mia non è una delusione di donna e di femminista, ma di persona che difende i diritti umani: anche perché mi imbarazza, e non da ora, definirmi “femminista” di fronte a un'ondata di puritanesimo e di ipocrisia che invade i mass-media nostrani, facendo spesso appello alle ragioni di un movimento di donne che ora mi pare non esista più (e non so se avrebbe senso da noi oggi, nei termini in cui si propose all'inizio degli anni '70: è un problema che in questo post non intendo affrontare).
