Sulla poesia di Al-Andalus, la Spagna musulmana, mi soffermerò più che su altri segmenti della storia della poesia araba del Medioevo, e cercherò di descrivere in maniera relativamente più particolareggiata il contesto. Per due ragioni: in primo luogo, perché dispongo di un maggior numero di poesie tradotte, e la cui traduzione – mi riferisco soprattutto a quella di Friedrich von Schack, di cui ho già parlato, e su cui ritornerò – ha più di un secolo d'età ed è quindi del tutto fuori dai diritti d'autore; in secondo luogo, perché vivo in una parte di Spagna che si protende verso il Nord-Africa, e la riconquista cattolica, il dominio di re cattolici, lo stesso franchismo che, come sappiamo, si è appoggiato ed è stato aiutato dalle gerarchie cattoliche, non hanno cancellato il legame con il passato arabo, berbero e musulmano, che si sente aleggiare ancora nell'aria, anche in aspetti della vita quotidiana.
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