So che i discorsi che ho ascoltato a Cadice non sono facili da attuare, neppure in Spagna, richiedono un impegno di indagine e di proposte che non è affatto cosa da poco.
Torno al mio paese e al video di Miriam Mafai. Non mi piace neppure che la grande Miriam abbia detto, così, genericamente, che vanno rispettate Patrizia D'Addario o la nota Veronica. Penso che per rispettarle davvero, qualcuno avrebbe dovuto dir loro: “Si rende conto, signora D'Addario, che non è lecito chiedere, attraverso prestazioni sessuali, variazioni a un piano regolatore per interessi personali? Lei poteva farsi pagare quanto voleva, dal tizio, e pure senza pagare le tasse, visto che il suo lavoro non è ancora riconosciuto come tale dallo Stato italiano, ma non aveva il diritto di chiedere una contropartita che avrebbe portato danno alla collettività. Si rende conto inoltre di aver dimostrato disponibilità di accettare una candidatura a elezioni pubbliche attraverso prestazioni sessuali che non sono certo, di per sé, garanzia di capacità politiche e amministrative? Pensava di averle, queste capacità?”. E all'altra: “Che pensa, signora Lario, del fatto che il patrimonio per cui lei ora combatte è frutto di affari loschi del ex-suo marito? E che pensa di ciò che lui ha fatto, non solo con ragazzine, ma anche in rapporto alla società italiana, alle persone disperate, ai giovani senza lavoro, agli stranieri, ai sinti e rom italiani? Che pensa di tutto ciò che quel signore ha combinato a danno del suo paese?” Né l'una né l'altra sono bambine di due anni. E neppure ragazze povere e disperate e ricattate, costrette da qualcuno o dalla fame a battere il marciapiede.
È tragico per il nostro paese che la popolarità del tizio abbia cominciato a discendere quando si è saputo dei suoi lugubri festini, e non perché per anni ha distrutto vite, sforzi e speranze di tanti. Se dovesse cadere totalmente la sua irresponsabile, folle e non allegra fascinazione sugli italiani, speriamo di non dover pagare in modi oggi inimmaginabili il “peccato” (per una volta mi avvalgo di un termine della religione cattolica) che abbiamo compiuto o siamo stati costretti a compiere dalla barbarie che ci circonda e dalla concatenazione maligna degli eventi: quello di dover usare come grimaldello le squallide nottate di un vecchio che se ne infischia delle sue responsabilità istituzionali e dei destini degli altri esseri umani.
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giovedì 22 aprile 2010
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