Propongo un libretto che ho scritto nel 2008 sulla condizione delle minoranze gitane e zingare e sui loro rapporti con le popolazioni maggioritarie in Spagna e in Italia. Userò qualche volta il termine “zingaro” che è da molti considerato politicamente scorretto, per due ragioni: per simmetria con “gitano”, pure considerato da alcuni politicamente scorretto, usato però continuamente dallo stesso Juan de Dios Ramírez Heredia , che, in qualità di rappresentante delle popolazioni gitane, firmò la Costituzione spagnola del 1978, e ha successivamente ricoperto cariche politiche e ruoli significativi in istituzioni della Spagna e dell'Europa; e anche perché parlerò nelle prossime puntate di un libro utilissimo, documentato e intenso, dal titolo forse un po' provocatorio (nei confronti dei gagé, naturalmente), “Zingari”, di cui è autrice un'antropologa dell'Università di Pavia, Anna Rita Calabrò.
Questo mio scritto e parte gli articoli che seguiranno sull'argomento, sono già comparsi nell'autunno del 2008 nel blog di una casa editrice romana che poi è stato chiuso. Li ripropongo senza aggiornarli con quanto è successo negli ultimi due anni, penso che possano essere di qualche utilità così. La mia speranza è anche quella di contribuire a sfatare lo stereotipo che vorrebbe i gitani spagnoli tutti musica e flamenco, e gli zingari italiani restii all'integrazione e alla buona convivenza con la maggioranza gagé.
Riporto nei miei scritti informazioni sulla storia di queste popolazioni, in gran parte ormai formate da cittadini delle due nazioni sorelle, e le cui migrazioni hanno avuto la stessa origine e sono avvenute contemporaneamente in Spagna e in Italia (anzi in Italia arrivarono per la prima volta con qualche decennio di anticipo, me l'ha fatto notare lo stesso Juan de Dios Ramírez Heredia, in un convegno a Cadice a cui ho partecipato l'anno scorso ); su quanto è loro avvenuto nel XX secolo, durante le due dittature e poi nelle rispettive democrazie; sui rapporti con la popolazione maggioritaria - scontri, confronti, convivenza, discriminazione, conoscenza reciproca, solidarietà -; sulla scuola, sui luoghi di vita, sul lavoro, sulla “cultura”, un po' anche sul flamenco...
Segnalo comunque due siti (ma certamente se ne possono trovare molti altri) in cui si riportano episodi di discriminazione recenti, e si fanno anche proposte costruttive. Uno è Giornalisti contro il razzismo, l'altro è Mantova ebraica - Osservatorio sulle discriminazioni
Poi il discorso che inizio con questo post continuerà nel tempo: dopo aver ripubblicato gli articoli sul bel libro di Anna Rita Calabrò, racconterò, senza alcuna pretesa di scientificità, esperienze dirette, amicizie, storie di persone gitane-spagnole- andaluse, di antica e di recente immigrazione e anche cronache politiche e sociali che abbiano per protagonisti questi cittadini.
Il libretto non è disseminato di link, in quanto in fondo si trova una bibliografia e l'indicazione di video e altro materiale di cui mi sono servita.
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mercoledì 5 maggio 2010
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