Tra gli spagnoli, pur differenti fra loro, non è diffuso quello che noi italiani intendiamo con la parola “razzismo”, anche se molti di loro definiscono così i connazionali poco aperti O, per essere più precisi: posizioni razziste o almeno xenofobe, mi pare emergano soprattutto in forum on-line che seguono articoli di giornali. Ma, per quel che mi consta anche dall'esperienza diretta, una persona, sia pure di destra, si vergognerebbe a mostrarsi apertamente intollerante nei confronti dello straniero. Neppure dopo l'attentato di Madrid del 2004, quello compiuto dai terroristi islamisti a Madrid, in cui morirono 200 persone e ne restarono ferite 2000, in Spagna si ebbero reazioni di massa contro gli stranieri musulmani. Il prof.Manuel Perez Yruela, direttore dell’“Istituto di studi sociali avanzati d’Andalusia” (IESA) – ha lasciato questo ruolo l'anno scorso - affermava nel 2008, in un convegno tenutosi a Conil, che “ è sorprendente il fatto che la Spagna, non abituata ad accogliere immigrati (negli anni ’90 ne ospitava solo un milione), abbia negli ultimi anni inglobato più di 4 milioni di “regolari” – circa il 10% della popolazione complessiva; primo posto dell’Unione Europea per numero di immigrati - senza che al suo interno siano nate spinte xenofobe maggioritarie.” A questo proposito consiglio vivamente di scaricare da Internet, di stampare e di leggere un'indagine interessantissima condotta sotto la guida dello stesso Perez Yruela nel 2007 sull'atteggiamento degli spagnoli nei confronti dello straniero. Si rileva l'apertura della maggioranza di questo popolo, il fatto che anche qui le “categorie” più ostili all'accettazione paritaria di coloro che arrivano da altri continenti sono gli anziani, le donne casalinghe, le persone con basso grado di istruzione. Serpeggia invece fra molti un timore “pratico” della “valanga”, ma non vestito di ferocia e di aggressività: hanno paura che un numero eccessivo di immigrati possa minacciare il tenore di vita di loro “autoctoni”. A conferma di questa preoccupazione molto “materialistica” degli spagnoli, due dati in apparente contrasto: “solo” il 52% si sarebbe fidato nel 2008 ad affittare un appartamento a immigrati, mentre il 72,8% (l'92% della sinistra, 83,1% del centro, 71,1% della destra) non avrebbe avuto nulla in contrario se un/una figlio/a avesse deciso di sposarsi con uno/a straniero/a! L'appartamento molti non lo avrebbero dato volentieri allo straniero (ma, da quel che mi risulta per conoscenza diretta, neppure a giovani maschi spagnoli), il figlio o la figlia sì.
Allora non si era ancora evidenziata la crisi e la conseguente disoccupazione.
