"...subito comprai due cavalli, di cui uno d'Andalusia della razza dei certosini di Xerez, stupendo animale, castagno d'oro; l'altro un hacha cordovese, più piccolo, ma eccellente, e spiritosissimo."

(Vittorio Alfieri, La Vita scritta da esso - 1790, 1803)

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Naturalmente nessuna analogia fra me e Vittorio Alfieri. Riporto le sue parole perché mi sarebbe piaciuto vivere in Andalusia quando ci venne lui.

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sabato 7 gennaio 2012

APUNTES PARA UNA BREVE HISTORIA "POLÍTICA" DE LA CONCEPCIÓN DE LOS GÉNEROS LITERARIOS

ÍNDICE

PRÓLOGO

LOS GÉNEROS LITERARIOS EN DIFERENTES ÉPOCAS

Antigüedad

Edad Media

Humanismo, Renacimiento y Barroco

El “idealismo” de Gian Battista Vico y la Ilustración

INTERMEDIO DE REFLEXIÓN PERSONAL SOBRE LOS QUE PASARÁ EN LOS DOS ÚLTIMOS SIGLOS

El Romanticismo y el Positivismo

El siglo XX

CONCLUSIÓN

BIBLIOGRAFÍA

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PRÓLOGO

Poniéndome, aunque en edad anciana, en la piel de los nuevos jóvenes profesores (no importa si son italianos o españoles), espero que, a diferencia de lo que ha sucedido a muchos de mi generación, se hagan la pregunta: “¿Por qué enseño literatura? ¿Por qué mis alumnos deben estudiarla?”
Personalmente, creo que la literatura no tiene un fin en sí misma, como nada lo tiene. Al menos nada de lo que entra en el inmenso depósito de lo simbólico, de la “cultura”. Y creo también que la “renuncia” a una autosuficiencia, a la presunción de ser algo de absoluto, por parte de lo que se llama “arte” y “literatura”, no conlleva una desvalorización de estas actividades humanas, sino un “humanismo” para nuestro tiempo. Pero, para que esta relación arte-vida no se traduzca en algo mecánico, determinístico, y en consecuencia grosero y falso, es necesario tener en cuenta todas las mediaciones, también retóricas (en el mejor sentido de la palabra), que hoy se ponen como sutiles escaleras entre la vida cotidiana de cada uno de nosotros – y de nuestros alumnos – y el bosque infinito de las producciones del imaginario humano.
Una brújula para este recorrido pueden ser sin duda los sentidos que se han dado, a lo largo de siglos e incluso milenios, al conjunto de los géneros literarios, que son extraños seres, y se presentan bajo muchas formas y disfraces.

Por eso considero fundamentales ciertas preguntas que contestan a lo largo del tiempo intelectuales, filósofos y críticos: ¿Qué es el género literario? ¿Cómo surgió la noción de “género literario”? ¿Cuál es su utilidad para conocer el patrimonio literario y relacionarlo con la experiencia intelectual y emotiva del lector? ¿La noción de género es la misma o es diferente para todos los que la utilizan? ¿Por qué en algunos períodos y en algunos autores hubo un rechazo de la clasificación por géneros? ¿Cómo se relaciona la postura general de un crítico, de un literato, de un teórico de la literatura con su actitud hacia los géneros literarios? ¿Cómo se plantea hoy, en esta época, la cuestión de los géneros literarios?

En las páginas siguientes intentaré responder, aunque de manera muy parcial y provisional, estas preguntas.

giovedì 20 gennaio 2011

COSE D'ITALIA - BAMBINE, PROSTITUZIONE E GIORNALISTI


Una foto dall'universo: per prendere fiato, per illudersi di volare in alto



Abbiamo un presidente del governo indegno: perché se ne infischia della condizione delle persone ed esercita il suo potere in modo ottuso, arrogante, disonesto.
Abbiamo delle ragazzine belle, mal-educate, soprattutto nel senso di mal-istruite, lasciate nell'ignoranza (bisognerebbe ridiventare un poco socratici: il male è l'ignoranza), da famiglie e scuole che non hanno funzionato. La televisione ha fatto il resto, ma non è l'unica causa, smettiamola di enfatizzarne l'onnipotenza! Alcune erano fino a poco tempo fa minorenni: nel momento in cui rimproveriamo al presidente di essersi accompagnato con quasi bambine, non possiamo trattare queste quasi bambine come stiamo facendo; non possiamo dire con Michele Serra che c'è pure chi non va con le bagasce. Come sono furiosi, i miei connazionali, quando parlano di bagasce, di puttane, di... Come se le “bagasce” fossero le colpevoli di tutto. Chissà se ci sono in altri luoghi del mondo uomini che si arrabbiano tanto  nominando le “bagasce”, con la voce piena di disprezzo. Che bisogno hanno di arrabbiarsi cosí? Chissà se ha qualche relazione, questa rabbia che non capisco, con ciò che avviene in Italia, con la perdita della bussola, con le speranze assurde e certo, scadenti, di ragazze e ragazzi, e anche di adulti, che si vendono ai potenti e non pensano che presto saranno buttati via.  "Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di province, ma bordello!”, scriveva Dante. Un'invettiva che potremmo riportare all'oggi: ma, per favore, togliendo il “bordello”: non siamo ai tempi di Dante e nei bordelli ci sono persone, non cose: persone magari che non ci piacciono, a cui rivolgiamo critiche durissime, persone, magari, illuse di ottenere per mezzo di un corpo bello, chissà che vita, povere loro: ma lo ripeto, non si tratta comunque di carne maledetta.