"...subito comprai due cavalli, di cui uno d'Andalusia della razza dei certosini di Xerez, stupendo animale, castagno d'oro; l'altro un hacha cordovese, più piccolo, ma eccellente, e spiritosissimo."

(Vittorio Alfieri, La Vita scritta da esso - 1790, 1803)

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Naturalmente nessuna analogia fra me e Vittorio Alfieri. Riporto le sue parole perché mi sarebbe piaciuto vivere in Andalusia quando ci venne lui.

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lunedì 15 ottobre 2012

ARABISTI E SCRITTORI DI LIBIA: ELVIRA DIANA

Due bellissimi libri di un'arabista italiana, Elvira Diana: La letteratura della Libia. Dall'epoca coloniale ai nostri giorni (2008) e L'immagine degli italiani nella letteratura libica dall'epoca coloniale alla caduta di Gheddafi, Istituto per l'Oriente C.A.Nallino, Roma 2011 (cerca “Novità editoriali” in questo sito )

Ci sono delle scoperte che, pur se rifiuto ogni forma di nazionalismo e mi innervosisco per la retorica (quella cattiva, non quella buona, aristotelica!) con cui i miei amici spagnoli parlano dell'arte e della cultura del mio paese d'origine, non dandosi conto delle regressione culturale e politica che c'è stata in questi decenni e che ora minaccia anche la Spagna: ci sono delle scoperte, dicevo, che fanno nascere in me un insano (o in qualche caso giusto?) orgoglio italiano.

Una di queste è costituita dai due libri dell'arabista Elvira Diana che ho citato sopre. In questo post parlerò del primo.

Gli studenti e chiunque desideri conoscere qualcosa della letteratura dei paesi arabi, hanno a disposizione, in Italia e in Spagna, alcuni manuali - in Italia mi pare che ce ne siano dippiù - alcune pregevoli antologie, molte monografie e traduzioni. Però questi testi o si rivolgono ad aspetti specifici della letteratura araba, oppure a singoli autori.